Endodonzia e ritrattamenti (devitalizzazioni)

Si tratta della “devitalizzazione” dell’elemento dentario gravemente compromesso da un processo carioso che ha raggiunto la polpa (il nervo) o in seguito a un trauma che ha provocato la necrosi (morte) della polpa stessa.

Se il dente non è già morto spontaneamente da tempo e non ci sono quindi infezioni a livello dell’osso che circonda intimamente le radici, l’operazione può richiedere da 1 seduta per i denti con una sola radice e un solo canale, a 2-3 sedute per gli elementi pluriradicolati, con 2, 3 o più canali.

In presenza di un dente necrotico, destinato, se non curato, a dare prima o poi un “ascesso” o una lesione cronica (granuloma), il trattamento si allunga, e richiede più sedute di pulizia, e accurata detersione e sterilizzazione dei canali che precedentemente contenevano la polpa non più vitale.
Vengono utilizzati strumenti rotanti al nichel-titanio di ultima generazione.

Cosa si intende per chirurgia endodontica.

La chirurgia endodontica rappresenta l’intervento d’elezione quando non è possibile curare un dente con una lesione apicale, chiamata anche granuloma, mediante un normale trattamento canalare attraverso la corona del dente.

Il granuloma è una massa di tessuto infiammatorio che circonda l’apice del dente. Di solito si forma quando la polpa dentale, volgarmente chiamata “nervo”, va incontro a necrosi, cioè muore per carie profonda o per traumi. Oppure queste lesioni apicali possono essere l’esito di trattamenti canalari incompleti in cui l’operatore non ha potuto trattare la radice in modo soddisfacente a causa di limitazioni anatomiche.

Se l’intervento chirurgico viene eseguito correttamente le percentuali di successo sono elevate.

Indicazioni:

  • Trattamenti canalari male eseguiti
  • Trattamenti canalari incompleti
  • Granulomi e cisti